Costruiamo un sistema all'altezza della sfida scientifica globale e solidale con chi è minacciato

BELLA ROMA, MA NON BALLA.
FACCIAMOLA BALLARE.
L'impatto della ricerca sull'economia di Roma: analisi approfondita e comparazioni internazionali

"Per costruire una grande città occorre creare una grande università e aspettare 200 anni"
Fonte: Daniel Patrick Moynihan citato in Parilla, J. & Haskins, G. (2023). How research universities are evolving to strengthen regional economies. Brookings Metro.
Quando pensiamo a cosa può cambiare il destino di una città, ci viene in mente una grande industria, una scoperta tecnologica, un evento storico. Ma raramente pensiamo a un'università. Eppure, come dimostrano Oxford, Louvain-la-Neuve, Hangzhou, Stanford, l'università non si limita a entrare nel paesaggio urbano: lo rifonda. Cambia le persone che lo abitano. E cambia ciò che quella città può diventare.
L'università è, in altre parole, una delle forme più potenti di pianificazione urbana del XXI secolo. E i dati – da Cambridge a Shenzhen – ci dicono che è tempo di trattarla come tale. Bene ricordare che vale anche per l'Italia.Il documento che segue racconta i punti di forza, i punti di debolezza e il grande potenziale inespresso dell’ecosistema romano.
La ricerca scientifica è fondamentale perché le università siano volano di sviluppo economico
Le università sono volano di sviluppo economico e sociale, molto di più se fanno seria ricerca scientifica. È quanto racconta, tra gli altri, Noah Smith in un articolo per Bloomberg: le università di ricerca non incidono sull'economia locale solo "formando" i residenti, ma soprattutto aumentando la domanda di lavoro qualificato attraverso la ricerca, l'attrazione di talenti e la nascita di imprese. Questo ribalta la tradizionale idea della "università-consumatrice" (incentrata sulla didattica) a favore della "università-produttrice" (incentrata su R&D e trasferimento tecnologico).
Evidenze empiriche chiave
Punto chiave | Evidenza empirica | Fonte |
Spillover salariali dei laureati | +1 p.p. di quota di laureati in una città ⇒ salari: dropout + 1,9 %; diplomati + 1,6 %; stessi laureati + 0,4 %. | Moretti, E. (2004). Estimating the Social Return to Higher Education: Evidence from Longitudinal and Repeated Cross-Sectional Data. Journal of Econometrics, 121(1-2), 175-212. URL: https://eml.berkeley.edu/~moretti/socret.pdf |
Scarsa ritenzione dei laureati | Solo il 42 % dei laureati di corsi quadriennali resta nell'area (68 % nei bienni). | Rothwell, J. (2015, 17 novembre). What Colleges Do for Local Economies: A Direct Measure Based on Consumption. Brookings Institution. URL: https://www.brookings.edu/articles/what-colleges-do-for-local-economies-a-direct-measure-based-on-consumption/ |
Ricerca universitaria > lauree | Raddoppiare l'intensità di R&D accresce il capitale umano locale di 6,8 % (contro 8,8 % per il raddoppio delle lauree, ma con molto maggiore effetto sulla domanda di skill). | Abel, J. R., & Deitz, R. (2009). Do Colleges and Universities Increase Their Region's Human Capital? Federal Reserve Bank of New York, Staff Report No. 401. URL: https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED517583.pdf |
"Consumer vs producer university" | «…CSU needs to be more than a successful "consumer" university … but also a "producer" university». | Piiparinen, R. (2018, 1 agosto). Care Counts: Tackling Cleveland's Health Disparities Could Be the Key to Our Economic Future. Cleveland Magazine. URL: https://clevelandmagazine.com/in-the-cle/care-counts |
Fonte: Noah Smith, How Universities Make Cities Great, URL: https://www.bloomberg.com/view/articles/2018-03-06/how-universities-make-cities-great
Altri moltiplicatori dalla letteratura internazionale
Studio / fonte | Indicatore misurato | Coefficiente / Moltiplicatore | Spiegazione chiara | Fonte bibliografica e URL | Applicabilità a Roma |
Valero & Van Reenen, 2019 – LSE / NBER | PIL regionale | +0,4% di PIL pro capite per ogni +10% di università per abitante | Aumentare del 10% il numero di università in una regione porta in media a una crescita dello 0,4% del reddito pro capite locale. | Valero, A., & Van Reenen, J. (2019). The economic impact of universities: evidence from across the globe. Economics of Education Review, 68, 53–67. https://doi.org/10.1016/j.econedurev.2018.09.001 | Alta – Roma ha una bassa densità universitaria rispetto alle grandi metropoli, quindi l'effetto marginale di nuove sedi o potenziamenti può essere significativo. |
Jaffe, 1989 – American Economic Review | Brevetti industriali | Elasticità 0,6: +1% R&D universitario ⇒ +0,6% brevetti aziendali | Per ogni aumento dell'1% nella spesa universitaria in ricerca, i brevetti delle aziende locali aumentano in media dello 0,6%. | Jaffe, A. B. (1989). Real Effects of Academic Research. American Economic Review, 79(5), 957-970. https://www.jstor.org/stable/1831431 | Alta – Roma ha molti atenei pubblici e centri di ricerca, ma l'interazione con le imprese locali è bassa: migliorare il trasferimento tecnologico potrebbe avere impatti immediati. |
London Economics, 2024 – per Universities UK | Ritorno economico dalla ricerca universitaria | Moltiplicatore medio 4,95; rapporto benefici/costi pubblici 9,9 | Ogni sterlina investita in ricerca universitaria genera quasi 5 sterline di valore aggiunto privato e circa 10 di benefici totali per l'economia. | London Economics (2024). The economic impact of universities in the UK. https://www.universitiesuk.ac.uk | Molto alta – Studi UK sono utili per modellizzare il ritorno sull'investimento pubblico in ricerca accademica anche in contesto romano. |
Oxford University impact study, 2018-19 | Impatto economico complessivo (produttività, trasferimento conoscenza) | £1 genera £10,3 di impatto; solo produttività moltiplicatore 5,3 | Per ogni sterlina investita dall'università di Oxford, si generano oltre 10 sterline di valore economico, di cui oltre 5 legate alla sola produttività. | Oxford University (2019). The economic impact of the University of Oxford. https://www.ox.ac.uk/about/organisation/university-finances | Alta – La Sapienza e altri grandi atenei potrebbero produrre impatti analoghi se supportati da investimenti e politiche di trasferimento. |
AUTM/BIO report USA, 2022 (1996–2020) | PIL e occupazione da brevetti universitari | $1.000 miliardi di PIL; 6,5 milioni posti di lavoro in 25 anni | Le licenze di brevetti universitari hanno generato circa 1.000 miliardi di dollari di PIL e sostenuto 6,5 milioni di posti di lavoro negli USA (1996–2020). | Pressman, L. et al. (2022). The Economic Impact of Licensing University Inventions. BIO & AUTM. https://autm.net/AUTMMain/media/Surveys-Tools/Documents/AUTM-BIO-Report.pdf | Alta – Potenziale di sviluppo attraverso spin-off e valorizzazione dei brevetti è poco sfruttato a Roma: effetto replicabile. |
Hausman, 2022 – Rev. Econ. & Stat. | Occupazione e salari dopo legge Bayh-Dole | +18,1 lavoratori e +0,4% salari per settore/area | La promozione della proprietà intellettuale universitaria ha aumentato l'occupazione di 18 addetti e i salari dello 0,4% nei settori più collegati alla ricerca locale. | Hausman, N. (2022). University Innovation and Local Economic Growth. Review of Economics and Statistics. https://doi.org/10.1162/rest_a_01131 | Media – Applicabile in contesti di policy nazionali (es. Italia post-PNRR); l'effetto diretto su Roma dipende dalla specializzazione industriale dei territori. |
Rahman et al., 2024 – PLOS ONE | Urbanizzazione dopo apertura di un campus | +1,6% area urbanizzata in 10 anni; +29,8% in 20 anni | L'insediamento universitario ha aumentato l'area urbanizzata fino al 30% nel giro di 20 anni nelle città medie asiatiche. | Rahman, M. N. et al. (2024). Transforming landscapes: The impact of universities on urbanization. PLOS ONE, 19(10): e0302362. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0302362 | Alta – L'espansione o rilocalizzazione di campus universitari può avere effetti di rigenerazione urbana in periferie o ex aree industriali romane (es. San Lorenzo, Tiburtina, Ostiense). |
La letteratura conferma che la leva decisiva è l'attività di ricerca, la quale rafforza l'ecosistema economico più del semplice output di titoli di studio.
Come misurare l'impatto economico delle università
1. Analisi input-output a livello territoriale (valore aggiunto locale)
Metodo
Utilizza modelli input-output regionali o nazionali, basati su matrici Leontief, per misurare il valore aggiunto lordo (GVA) e l'occupazione generati dalla presenza e dalle attività dell'università (spesa, salari, contratti, ricerca, studenti, turisti accademici, spin-off).
Esempi
University of Cambridge (UK)
Studio London Economics 2022: impatto annuo di £ 29,8 miliardi di GVA nel Regno Unito, inclusi oltre 86.000 posti di lavoro.
Viene calcolato un moltiplicatore marginale di £ 12,65 per ogni milione di sterline investito in ricerca pubblica.
University of Oxford (UK)
Studio analogo (2019): GVA di £ 15,7 miliardi, con un moltiplicatore di £ 10,30 per ogni sterlina investita nella ricerca e nel knowledge exchange.
Cosa misurano davvero
Il contributo diretto, indiretto e indotto dell'università all'economia locale o nazionale, nello stesso periodo in cui si verifica la spesa.
Le categorie incluse: stipendi, consumi, servizi appaltati, fornitori locali, affitti, mobilità, licenze, start-up, ma non ricavi esterni o futuri.
Validità
Alta per policy territoriali e analisi di breve periodo. È la base usata anche dalla Commissione Europea per valutare Horizon Europe (moltiplicatore stimato: x11 in media).
Questi studi non misurano l'innovazione o l'impatto trasformativo di lungo termine.
2. Analisi dell'impatto imprenditoriale e di lungo periodo (valore cumulato alumni)
Metodo
Rileva, attraverso survey longitudinali o censimenti, le imprese fondate da ex studenti e stima il fatturato aggregato e il numero di posti di lavoro creati nel tempo.
Non si riferisce a un territorio, né a un anno specifico: è una proiezione storica di impatto reputazionale e formativo.
Esempi
Massachusetts Institute of Technology (MIT)
Rapporto 2014: 30.200 imprese fondate da alumni MIT, con 1.900 miliardi di dollari di ricavi annui e oltre 4,6 milioni di occupati nel mondo.
Stanford University
Studio Eesley & Miller 2012: imprese fondate da ex studenti generano 2.700 miliardi di dollari di fatturato e 5,4 milioni di occupati.
Cosa misurano davvero
La capacità formativa e imprenditoriale di un'università, manifestata a distanza di anni o decenni attraverso le performance economiche degli alumni.
Non è un indicatore di PIL né un impatto locale, ma una stima cumulativa di ricchezza creata, spesso in ecosistemi geografici differenti da quello dell'ateneo (es. ex studenti MIT a Singapore o Berlino).
Validità
Alta per analizzare il ruolo di un'università come motore di leadership economica globale.
Non è applicabile a fini di bilancio pubblico, pianificazione urbana o politiche regionali di innovazione.
Tentativi recenti di integrazione
Il Global University Venturing Index misura la qualità dell'output in termini di start-up, brevetti, exit e capitale raccolto, combinando dati locali e globali.
Il Leiden Ranking offre dati granulari sulle collaborazioni industriali (es. % pubblicazioni co-firmate con aziende).
Il Times Higher Education Impact Ranking valuta le università in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), compreso l'impatto sull'industria e l'innovazione.
Competenze di Comune e Regione
Di norma, in Italia università e ricerca sono competenza prevalentemente statale (attraverso il Ministero dell'Università e della Ricerca – MUR) e degli stessi atenei, i quali godono di una significativa autonomia. Tuttavia, Regioni e Comuni possono svolgere un ruolo complementare e di supporto, soprattutto sul versante del diritto allo studio, degli alloggi per studenti e ricercatori, dei servizi, della programmazione territoriale, del sostegno a progetti di innovazione e ricerca applicata.
1. Competenze della Regione Lazio
Diritto allo studio
La Regione Lazio finanzia borse di studio, servizi abitativi e mensa per gli studenti universitari tramite l'ente regionale DiSCo (Ente regionale per il Diritto allo Studio e la promozione della Conoscenza, subentrato a Laziodisu).
Riferimento normativo e organizzativo sul sito ufficiale della Regione Lazio, sezione Istruzione e Formazione: "La Regione Lazio, attraverso DiSCo, promuove e coordina interventi a favore degli studenti universitari, quali borse di studio, contributi alloggio e servizi mensa." [Fonte: Regione Lazio – Istruzione e Formazione]
Programmazione e sostegno alla ricerca
In base al D.lgs. n. 112/1998, alcune funzioni amministrative in materia di ricerca e innovazione sono state trasferite alle Regioni, che possono istituire bandi e cofinanziare progetti di ricerca applicata, dottorati industriali, laboratori congiunti tra atenei e aziende.
Esempio: i bandi regionali per il sostegno a startup innovative o per la creazione di poli di innovazione (spesso in collaborazione con università laziali).
Coordinamento e pianificazione territoriale
La Regione può stabilire linee guida e accordi quadro con le università su temi come formazione professionale, progetti europei e collegamento con il sistema produttivo locale.
2. Competenze del Comune di Roma (Roma Capitale)
Pianificazione urbanistica e servizi
Il Comune (Roma Capitale) può intervenire nella realizzazione di infrastrutture che servono anche gli atenei (trasporti, viabilità, impianti sportivi) o nella concessione di spazi comunali per attività di ricerca e formazione.
Secondo la normativa nazionale (Testo Unico degli Enti Locali, D.lgs. 267/2000) e lo Statuto di Roma Capitale, il Comune partecipa alla pianificazione del territorio, includendo eventualmente aree destinate all'edilizia universitaria.
Accordi e progetti congiunti con gli atenei
Roma Capitale può stipulare protocolli d'intesa con università e centri di ricerca per favorire l'innovazione, la valorizzazione del patrimonio culturale e la rigenerazione urbana (ad esempio, progetti di ricerca in ambito archeologico, sociale, ambientale).
Citazione dal Dipartimento Attività Produttive e Sviluppo Economico di Roma Capitale: "Tra i compiti del Dipartimento rientra la promozione di progetti condivisi con istituzioni scientifiche e università, volti a incentivare lo sviluppo economico, sociale e culturale di Roma." [Fonte: Roma Capitale – Dipartimento Attività Produttive]
Supporto all'internazionalizzazione
Il Comune può collaborare con gli atenei nel promuovere l'immagine di Roma a livello internazionale, sostenendo eventi e iniziative mirate ad attrarre studenti e ricercatori da altri Paesi (fiere, manifestazioni culturali, borse di mobilità in partenariato con ambasciate e istituti esteri).
3. Equilibri tra Stato, Regione e Comune
Livello Statale (MUR): definisce la legislazione di base, i criteri di finanziamento delle università statali, l'accreditamento e la valutazione della qualità dei corsi (tramite l'ANVUR).
Regione Lazio: gestisce e finanzia interventi relativi al diritto allo studio (borse, alloggi, mensa), finanzia bandi di ricerca e innovazione, pianifica a livello territoriale in sinergia con gli atenei.
Comune di Roma: non interviene sui curricula o sulla didattica, ma può influenzare il contesto in cui l'università opera (edilizia, trasporti, servizi studenteschi, politiche culturali e sociali, protocolli di collaborazione).
ROMA ATTRAVERSO I DATI
I dati qui presentati arrivano attraverso fonti e metodologie diverse. Pur nelle possibili difformità quantitative, ne esce un quadro complessivo coerente, che racconta un potenziale ancora inespresso e alcuni spunti per accorciare la distanza dalle eccellenze globali.
Atenei con sede didattica nell'area metropolitana di Roma e nel Lazio
Ateneo | Iscritti 23/24 | Immatricolati 23/24 | Laureati 2023 | Docenti & Ricercatori† | di cui Tempo indeterminato | di cui Tempo determinato (RTDa + RTDb + RTT) | % Donne docenti | URL fonte MIUR-USTAT |
Sapienza Università di Roma | 111960 | 17637 | 7231 | 4523 | 2749 | 902 | 43,00% | |
Università di Roma "Tor Vergata" | 30668 | 6008 | 2620 | 1570 | 1081 | 257 | 39,00% | |
Università Roma Tre | 33602 | 7039 | 886 | 1185 | 786 | 210 | 42,90% | |
Università di Roma "Foro Italico" | 2377 | 462 | 41 | 76 | 59 | 10 | 47,40% | |
LUISS Guido Carli | 11066 | 2444 | 1178 | 188 | 111 | 20 | 31,90% | |
LUMSA | 8915 | 1484 | 344 | 129 | 78 | 28 | 46,50% | |
Università Campus Bio-Medico | 2931 | 516 | 89 | 214 | 104 | 46 | 36,90% | |
Università Europea di Roma | 2388 | 369 | 51 | 62 | 41 | 6 | 38,70% | |
UNINT | 1354 | 89 | 39 | 43 | 32 | 9 | 48,80% | |
Link Campus University | 851 | 155 | 103 | 88 | 50 | 17 | 41,20% | |
— (fuori Roma Metropolitana) | ||||||||
Univ. di Cassino e Lazio Meridionale | 7321 | 1607 | 1566 | 299 | 229 | 52 | 29,80% | |
Università degli Studi della Tuscia | 7666 | 1516 | 478 | 467 | 263 | 122 | 41,10% |
Atenei telematici con sede legale a Roma (iscritti largamente distribuiti sul territorio nazionale)
Ateneo telematico | Iscritti 23/24 | Immatricolati 23/24 | Laureati 2023 | Docenti & Ricercatori | Tempo indeterminato | Tempo determinato | % Donne docenti | URL fonte MIUR-USTAT |
Universitas Mercatorum | 56333 | n.d. | 338 | 83 | 74 | 9 | 44,60% | |
Univ. "Guglielmo Marconi" | 18854 | 2679 | 314 | 70 | 57 | 12 | 28,60% | |
Univ. "Niccolò Cusano" | 18400 | 1324 | 237 | 125 | 96 | 24 | 33,60% | |
UNINETTUNO | 16877 | n.d. | 684 | 42 | 31 | 10 | 33,30% | |
Univ. "San Raffaele" | 13129 | 9 | 85 | 97 | 66 | 29 | 50,50% | |
Unitelma Sapienza | 3614 | 224 | 49 | 53 | 29 | 19 | 47,20% |
Nota metodologica: I telematici registrano gli iscritti di tutta Italia ma, ai fini MIUR, sono attribuiti alla sede legale romana: questo gonfia la quota di Roma sul Lazio. Per analisi legate all'impatto sul territorio (trasporti, residenzialità, spazi didattici) conviene usare il conteggio "in presenza"; per analisi amministrative o di finanziamento, il MIUR conteggia anche i telematici.
Università straniere a Roma e loro impatto sulla città
Quanti studenti?
John Cabot University (Trastevere): 1 830 iscritti nel semestre autunnale 2024, di cui 795 “visiting” a breve permanenza e 989 studenti degree da 75 Paesi.
American University of Rome (Gianicolo): 704 studenti (324 undergraduate, 331 study-abroad, 49 graduate) nell’autunno 2024.
Altre sedi statunitensi (Temple, St John’s, University of Notre Dame, Boston College, Loyola Chicago ecc.) non pubblicano cifre consolidate, ma l’Associazione AACUPI censisce >150 programmi nord-americani attivi in Italia, 40 dei quali a Roma.
Impatto economico (studio IRPET-AACUPI, nov. 2024)
30 000 studenti USA in Italia nel 2022; previsione 40 000 nel 2024. Ogni studente genera in media 17 400 € di PIL durante il soggiorno (rette, alloggi, spese personali, visite di familiari).
Lazio è la regione più esposta: nel 2023 l’attività dei programmi AACUPI ha prodotto 111,7 M€ (servizi educativi) + 65,3 M€